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Quando il vibratore scompiglia l’ordine patriarcale

Vittorio e Maria Chiara

Car@ amic@, questa è la prima puntata di un racconto, molto piacevole, che, speriamo, vi terrà buona compagnia. “Vittorio e Maria Chiara”, questo è il titolo, è stato “partorito” dal cuore di un uomo, un amico del B&B, Matt Santoro. Qui di seguito Matt ci racconta qualcosa di lui. Conclude, poi, aprendoci un varco verso il sentiero, che assieme a Vittorio e Maria Chiara, percorreremo, grazie alle sue coinvolgenti parole.

Chi è Matt Santoro:

Ho una preparazione in materie aziendali, laurea magistrale in Economia e Commercio e  conseguimento di un Master in Management, lavoro per una compagnia di assicurazioni, ma la mia passione per la lettura e i libri mi porta anche a scrivere dei racconti.

Due parole dell’autore su “VIttorio e Maria Chiara”

La storia  inizia con una festa ed un intorto( amore e sesso ci saranno)…é un fatto normale per tutti, ma dopo succede che…

Incuriositi/e?… La prossima settimana qui, su questo sito, la prima puntata di “Vittorio e Maria Chiara”…Buona Lettura!!! Ecco la prima puntata del racconto di Matt Santoro.

VITTORIO E MARIACHIARA :: PARTE I

Scrivere questo racconto per me è un dovere; un dovere nei confronti di coloro, che appassionati dei racconti di letteratura e cinema si sono trovati a porsi la domanda “Dopo tutte queste storie di teenagers come nei racconti di Enrico Brizzi e Melissa P. e di trentenni come quelli di Salvatores o Hellen Fielding, i ventenni dove sono? A parte il primo romanzo di Marilù S. Manzini, che a mio avviso non è neanche bello, nessun autore italiano è riuscito a parlare di quella generazione. è scandaloso che i nostri narratori abbiano omesso racconti su di un’intera generazione durante un periodo della vita molto interessante, in cui si impara, si studia, ci si innamora ed altro, ma soprattutto si cambia. Perché dovessi scrivere l’ho riferito. Vi lascio ora alla storia di Vittorio e Maria Chiara, la cui storia, come avete capito, è un twenty-novel.

Buona lettura.

Tutto è cominciato quella sera, un normale venerdì sera di giugno a Castenaso.

Mi stavo recando al Golf Club di Costalunga per via di una festa del Rotaract; il Rotaract Club del mio quartiere aveva contribuito, assieme agli altri della città a realizzare una festa di estate molto carina.

Arrivai a parcheggiare la mia Wolkswagen tra altre Wolkswagen, Fiat, Bmw, Mercedes, qualche Porsche e vidi addirittura uscire una Ferrari Daytona. Entrai e incontrai il mio amico Sandro intento a parlare con i presidenti dei vari Club Rotaract.

Distribuimmo tra noi alcuni biglietti e poi entrai alla festa, c’erano gli amici Lady G, Bino, Giulia, Ilaria, Elena, Emily ed altre persone che conosco di vista sedute a parlottare mentre le casse del D.J. riproducevano un brano di Nora Jones.

Il buffet si arricchiva di salatini, pizzette, carpacci; una barlady preparava l’aperitivo alla frutta per tutti. Notai anche i pasticcini freschi e macedonia, una festa da romanzo di Fitzgerald. Mi spostai verso i miei amici.

“Ciao ragazzi, come andiamo?”

“Ciao, bene”

“ Chi ci sarà alla festa?”

“Un nuovo acquisto del nostro club, una mia cugina e quelli degli altri Rotaract Club di Bologna” disse Lady G.

“Avete preso l’aperitivo?” Chiesi.

“Li fanno adesso, andiamo”

Alcuni si fecero fare un Negroni, altri un Bellini io un aperitivo con frutta e prosecco.

Si avvicinò anche Ilaria, con un abito da sera intero color argento.

“ Ciao raga, dove andate in vacanza quest’anno? io vado in barca in Grecia”

“Io non lo so”, disse qualcuno.

Un cameriere portò al buffet un grande recipiente di maccheroncini che tutti andammo a prelevare per poi sederci ai tavoli.

Mentre Ilaria iniziava a raccontare un excursus storico su quello che le era accaduto alle superiori io fui distratto prima dalla bontà del primo, poi dall’arrivo di una ragazza misteriosa. Mi avvicinai con la faccia ad Ilaria, “Scusa, la conosci quella ragazza?”

“Quella con l’abito rosa? L’ho già vista altre volte, non so il suo nome”

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Aveva ragione, dopo la cena sarei andato a conoscerla.

Mangiammo un piatto di gamberi, poi il dolce, alla fine il dj partì con la musica da discoteca, stranamente anni ’80 con i Ricchi e Poveri e Ryan Paris, poi tornò agli anni ’90 e 2000. Cercai con gli occhi quella ragazza e la andai a conoscere.

La musica era tornata anni 2000, mi avvicinai e le dissi: “Sei nuova? Di quale club sei?”

“Nessun club, io sono esterna”

“Come ti chiami?

“Maria Chiara”

“Io sono Vittorio”

Mi avvicinai a lei ballando. Da quanto tempo frequenti i club?”

“Da settembre”

Ecco perché l’avevo già vista altre volte.

“Prendi qualcosa al bar?”

“Si”

Ci avvicinammo al buffet dove i baristi proponevano una serie di cocktail che non finiva più.

Io presi un gin fizz e lei un gin tonic.

“Io mi occupo di Management Culturali, tu che fai?”

“Mi sto laureando in pedagogia”

“Educazione dei bambini?”

“Di tutti oggi, le nostre nozioni si sono evolute.”

“Interessante”

Guarda il vestito un po’ impacciata.

“Sai, credo di aver rotto il vestito”

“Hoia”.

Effettivamente era un problema un po’ grave, visto quanto costano gli abiti da sera.

“Ma come hai fatto?”

Quando sono inciampata la gonna si è scucita”.

Non sapevo come aiutarla.

“Che posso fare?”

“Niente, purtroppo.”

Notai al mio orologio che si era fatto tardi.

“Senti, ora devo andare, se voglio chiamarti non sei sull’annuario”.

“Sono sull’elenco. Graziani.”

“Mi puoi dire anche la via?”

“Via dei Garofani”.

La salutai, poi andai a salutare uno ad uno i miei amici, poi ritornai a casa.

Quella notte, mi tolsi la giacca, la camicia, i pantaloni ed andai a letto alquanto contento, non capita spesso di incontrare delle ragazze così alla mano ed affabili.

Sdraiato sul mio letto, ripensavo a Mariachiara.

Ero molto rilassato quasi estasiato.

Iniziai a dormire un sonno leggero.

Il mattino dopo mi ritrovai al lavoro nell’ufficio del museo, di fronte ad un computer in cui analizzavo dati. Di fianco a me, un dirimpettaio che si occupava di visualizzare un altro computer.

“I visitatori del museo sono aumentati, ma non di tanto, credo che dovrò rifinire il marketing”. Dissi.

“La gente viene bisognerebbe coinvolgerla di più”.

Mostre, attività, giochi didattici per i bambini. Scusa ma è ora della pausa pranzo.”

Uscii per andare a mangiare in un bar in via Belle Arti e ordinai tagliatelle alla Bolognese ad acqua minerale, poi cercai sull’elenco il numero di Mariachiara e la chiamai.

La invitai per una festa a cena con dei miei amici.

Quella sera, in via Pietralata c’erano veramente tutti; Lady G., suo fratello Roberto, Sandro, Giulia, Bino, gli esterni (perché di un altro Rotaract Cub) Sandro e Mario. Quando fummo tutti seduti a tavola, entrò nel ristorante, anche se un po’ in ritardo Mariachiara.

“Ciao”

“Ciao, come andiamo”

“Bene”

“Ragazzi, avete già conosciuto di persona Mariachiara Graziani?”

“Di persona no”, disse qualcuno.

 La prossima puntata la trovate qui:

VITTORIO E MARIACHIARA II

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