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Quando il vibratore scompiglia l’ordine patriarcale

Vittorio e Maria Chiara- Parte II

Questa è la seconda parte del racconto di Di Matt Santoro. La prima parte la trovate qui Vittorio e Maria Chiara- Parte I

Si avvicinarono per darle la mano e la fecero accomodare.

Una volta che si fu seduta, due ragazzi entrarono nell’’osteria e si avvicinarono a lei.

“Senti, Graziani, se ci dici quanto vuoi campioniamo noi il CD-ROM, dai”.

Rispose alzando la voce “non è in vendita, so io che usi farne”.

“ma paghiamo bene”

“Ho detto no”

Intervenni io dicendo “Se la signorina ha detto no, ha detto no”.

I due se ne andarono.

“E’ da tanto che tentano di pedinarmi… riuscendoci. Sono interessati a un progetto del mio lavoro.

“Nel CD-ROM” dicemmo tutti.

Roberto chiese: “Ma cosa è esattamente?”

“Per adesso preferirei non dirlo”

Ordinammo piatti di ravioli con la ricotta ed una bottiglia di Sangiovese di Romagna.

“Sei in macchina, Mariachiara?”

“Vivo qua vicino, sono a piedi”.

Dopo il dolce, un cream caramel ricoperto di cioccolato sfuso, salutai gli amici e accompagnai la ragazza a casa sua, si trattò solamente di girare due volte tra i vicoli, ma mentre andavo a raggiungere la mia macchina accadde qualcosa di strano. Una forza dalle mie spalle mi spintonò in avanti e mi diede un calcio, “Ghh!” gridai.

Un motorino arrivò davanti a me e fece scappare l’aggressore, avendo il faro acceso.

Mi girai e riconobbi la sagoma di due persone che stavano scappando, erano quello che infastidivano Mariachiara all’Osteria.

“Basta” gridai. Capiì che c’era in atto qualcosa di strano.

Alcuni giorni dopo, mentre ero in ufficio, mi arrivò una telefonata al cellulare.

“Pronto, Vic? Sono ????, Mariachiara, volevo dirti, posso venire a trovarti il prima possibile?

“Come mai?”

“E’ capitata un’urgenza”

“tanto io, non scappo dal museo”

Continuai ad elaborare i miei dati sul computer

Non sapevo che cosa sarebbe potuto succedere ancora, ma Marky era in pericolo ed io anche.

Continuai a guardare i dati sul terminale fino a quando no sentì bussare dalla porta del mio ufficio, era lei.

“Ciao”

“Ciao” dissi io.

“Senti ho bisogno di chiederti un favore, ho bisogno di qualcuno che custodisca il disco”

“Vuoi che ci pensi io?”

“Ti ringrazio”

“Ma non sarà pericoloso?”

“Nessuno sa che sono qui, Vittorio”.

“Il punto è che quei due tizi mi hanno aggredito.

“Gli uomini di Tini”

“Chi?”

“E’ quello che vuole il CD per venderlo al miglior offerente, una spia industriale”

“Ma cosa c’è dentro di così importante?

“Adesso non posso spiegartelo”

“ E se quelli si fanno vivi?”

“Senti, nascondilo e rivediamoci… venerdì puoi?

“Tra due giorni dici? A che ora?

“Alle 9.00 all’entrata dei giardini Margherita”

In quel momento entrarono Umberto e la Direttrice dei musei, vestiti in maniera informale ma con un’espressione di buon umore sul viso.

Iniziò a parlare lei: “Dottore, è finalmente riuscito a entrare nella mente degli utenti?”

Abbiamo raddoppiato il numero delle visite ”

“Meno male”, risposi.

Chiara uscì salutando.

“Mi scusi, ma quel CD nuovo che ha?”

“Quello me l’hanno portato, non c’entra col marketing ”

Poi mi passò un foglio in cui mi aveva scritto l’aumento delle visite al museo.

Su quello ce l’avevo fatta, dovevo ora occuparmi del dischetto.

Mi passarono un paio di pratiche e continuai a lavorare; nascosi il CD ROM sulla valigetta e quando fu ora me ne andai a casa.

Arrivai, lo tolsi dalla valigetta e lo andai a nascondere in una disordinatissima libreria in cui vi erano libri e CD dove, però riuscivo sempre a trovare tutto quello che mi serviva.

Andai in cucina a farmi da mangiare, poi ebbi un ripensamento: sarebbe stato facile per chi l’avrebbe cercato, immaginare che potesse essere lì, per cui lo andai a prendere e lo trasferii proprio in cucina, in una delle due dispense, dietro a una grande scatola di biscotti.

Mangiai un piatto di spaghetti al pesto e pensai che il problema, almeno per il momento, fosse stato risolto.

La sera del giorno dopo, mi ritrovai in un pub con gli amici, c’erano Alberto, fratello i Lady G, Lady G, Bino, Guido, Sandro, Emily, Ilaria ed Elena. Eravamo tutti vestiti in maglietta vista l’informalità del luogo.

La musica passata era Ella Fittzgerald; alcuni ordinavano Negroni, Piňa Colada e Americano.

Lady G iniziò a parlare della sua tesi, sarebbe stata discussa dopo un mese, Giulia del suo ritorno da Erasmus.

Iniziai a raccontare ad Ilaria “Sai, sto uscendo con Mariachiara”

“Sviluppi”

Silenzi.

“Sai dirmi se può essere coinvolta in qualche giro strano?”

“Se non lo sai tu?”

“Ma come ha fatto a contattare i vari Rotary?”

“Forse ha un parente nel Rotary”

“Hai ragione, me lo aveva anche detto”

“Che fa nella vita ? ”

“Si occupa di Pedagogia, scienze dell’educazione, la formazione… quegli argomenti lì”

Interviene Giulio: “ Non vedo come una persona che lavori in questo settore possa essere coinvolta in giri strani”.

In quel momento arrivò la cameriera che portava i drink.

Bevetti senza continuare a parlare.

Dopo un po’, uscimmo dal locale e un venditore proponeva per la strada, giornali locali in copertina la notizia “Docente trovato morto in circostanze misteriose. Giuseppe Ridolfi, ordinario di pedagogia, 55 anni.

Salutai i ragazzi e me ne tornai alla mia macchina.

Mentre raggiungevo il veicolo, pensavo a come a una persona come Marky potesse capitare di essere coinvolta in un giro così strano; una persona che si occupa di educazione improvvisamente braccata da spie, come accade per i tecnologi.

Fine della seconda parte del racconto, la terza la trovate qui: 

VITTORIO E MARIACHIARA PARTE III

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