Betty&Books

Quando il vibratore scompiglia l’ordine patriarcale

Chi siamo

 News e riflessioni sull’intreccio tra sextoys,  pratiche politiche e immaginari sessuali contemporanei.
 

Partiamo dal nome

Betty&Books è il nome del primo sex-shop per donne aperto in Italia. Fatto da donne e rivolto alle donne nate, diventate o in divenire, perché quando “sex-shop al femminile” è trans-escludente…non ci piace.

  • Betty come Boop
  • Betty come Page
  • Betty come il nome collettivo delle donne del Sexyshock (tra i primi lab queer italiani)

Le radici e la sorellanza

Betty&Books è stato per anni un luogo fisico super fiko (in pieno centro a Bologna!). Un luogo di pensiero e di vibrazioni animato da un gruppo di femministe “queer”, aperto alla città, con forti radici nel movimento femminista, nei centri sociali e autogestiti di Bologna. Betty&Books/Libreria e SexShop – ha chiuso nel 2012.

 

Il presente

Oggi, Betty&Books non è più un luogo fisico, ma una creatura mutaforma, perché resiliente alla tempesta del personal branding e della gentrificazione delle nostre città.

Il progetto del blog e delle attività (tra cui i workshop) si arricchisce in modalità random del contributo di compagne, sisters & C. che hanno attraversato, ideato e pensato Betty&Books e altre progettualità femministe. Il piacere è un muscolo che va allenato, la memoria è un ingranaggio collettivo ;)


Cosa è stato in breve:

Desiderio, Laboratorio queer, Cooperativa / Associazione culturale, Sex-shop femminista, EVS – Volontariato Europeo, Party, Scazzo, Sorellanza.

Cosa è ora:

Desiderio, Blog, Sex-shop femminista, Workshop, Party, Sorellanza.


Al momento (oggi è così, domani chissà) B&B è sostenuto principalmente da me, Elena, per non disperdere questo enorme e prezioso patrimonio collettivo e la geneaologia italiana dei sexshop per donne.

Seppur consapevole della risacca politica in cui in tant@ della mia generazione sono state trascinate, provo nel mio piccolo, e nella mia personale risacca, a non disperdere quella parte della Storia politica legata al femminismo prosex e pink attivista degli anni ’90/2000. C’è una certa reticenza (giustificata) all’esibizione ed esposizione personale da parte di tutta un’area politica che nel mascherarsi riconosce una pratica di rappresentazione del fare comune / e collettivo. La dimensione social del personal branding (che attualmente è quello che in termini di marketing rende di più) è quindi poco recettivo per tutti quei progetti che possiamo ancora definire “underground” e radicali.

 


Il blog di Betty&Books

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Porto avanti questo progetto dal 2005. Probabilmente è amore.

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