Betty&Books

Un approccio alla sessualità libero e consapevole.

Stato interessante

ILARIA
PAOLA
VALENTINA
ANNA
BARBARA
CHIARA
CLAUDIA

A tutte le donne che hanno superato ampiamente i 30 anni, etero o lesbiche, precarie o “garantite”, ma che in comune  hanno il fatto (o meglio il non fatto) di aver dato alla luce o adottato figli,  a un certo punto la domanda è d’obbligo: “…ma figli, no?”

Richiesta (spesso insistente) che può dare fastidio o meno, creare “pressione sociale” e fratture familiari,  ma il vero stress arriva quando la domanda fatta da fuori inizia a ronzarci dentro e la risposta non è così immediata e “naturale”.

Per questo ho iniziato a parlarne con  le amiche di sempre, ma anche con le “conoscenti” che come me fanno parte della generazione “femminista a cavallo tra i ’90/2000”.

Generazione “dei nuovi femminismi”   che è scesa in piazza per il diritto all’aborto (per non fare figli) ma anche per l’accesso alla procreazione assistita (per fare figli) e per il diritto alla scuola pubblica. Maternità, genitorialità, figli, educazione, corpo, ormoni, coppia, ecco, tutte TAG che sono sempre rientrate nel vocabolario politico condiviso, letto e straletto.

Vi riconoscete? Io sì, e proprio per questo pensavo di arrivare alla mia età con idee chiare e desideri precisi. Invece no. Ogni giorno, sì, ogni giorno, mi proietto in un futuro in cui sono madre, e in un futuro in cui non sono madre. Lo faccio o no? e passo numerosi momenti della giornata cercando di prendere contatto con il mio desiderio di maternità (esiste?)e con il mio desiderio di NON maternità (esiste?), insomma cerco una risposta, un segnale divino.

Che fare? Boh, di sicuro necessito di un confronto, uno spazio per parlarne con altre donne che come me, alla soglia dei 40, non hanno un “figlio nel cassetto”, e per questo sono stata ben contenta quando mi sono imbattuta in una serie di video interviste a donne di diverse età proprio sul tema della maternità. Ci sono quelle che hanno scelto di non farli, quelle indecise come me, ecc. Ho poi scoperto che queste interviste,  tutte assieme, andranno a completare un documentario “Stato interessante” ancora in progress. per vedere dei piccoli estratti delle interviste andate alla  pagina Facebook di Stato Interessante.

Ho contattato  Alessandra Bruno, la regista, per saperne di più.

 

La regista Alessandra Bruno

La regista Alessandra Bruno

 

Stato Interessante, te lo dico subito, è un progetto che mi entusiasma (sarà la mia età??) ma partiamo dalla fine, come verrà distribuito e, partiamo dall’inizio, come sarà finanziato?

Questo progetto era nella mia testa da almeno due anni ma non mi decidevo a partire proprio perché non avevo nessuna certezza riguardo a come avrei potuto sostenerlo finanziariamente e poi distribuirlo. Diciamo che a un certo punto la questione si è posta in modo stringente. O aspettare ancora e rischiare di scoraggiarmi definitivamente di fronte a palinsesti blindati come casseforti e produttori perennemente senza budget, oppure fregarmene, fare un salto nel buio e assecondare, ora, subito, quella che sentivo essere una necessità e un’urgenza non solo mia ma anche di tante altre donne. Mi sono fidata di loro, oltre che di me e intanto sono partita. Poi si vedrà.

Perché questo documentario? Anche tu sei un’indecisa o hai solo deciso di fotografare una generazione precaria alle prese con una anzi LA scelta che richiede al contrario stabilitá economica e bla bla?

Sono partita da me per raccontare le mie coetanee e quindi sì, in un certo senso, ho finito per raccontare la mia generazione, ma senza nessun intento sociologico. E’stata più che altro l’esigenza di dare voce alle donne su un argomento che per tanti motivi ancora è considerato un tabù, qualcosa di cui si fa fatica a parlare.

C’è una retorica enorme sulla maternità ed avere dubbi, farsi domande, trovare il coraggio dentro di sé per rispondere in modo autentico e personale ad un richiamo considerato ineludibile, naturale, è ancora difficile da accettare, non solo per il mondo ma spesso per le donne stesse. Per me è stato come se qualcuno mi svegliasse con una secchiata d’acqua ghiacciata. Fino a un momento prima silenzio assoluto poi, improvvisamente, il caos. Non si parlava che di figli. Figli da fare, da non fare, da volere, da non volere, da cercare, da non cercare. E poi pance. Moltissime pance. Era come se tutto mi richiamasse ad un dovere che avevo inspiegabilmente trascurato e che ora mi si riproponeva con tutto il suo carico di angoscia, di fretta, di improrogabilità. E’ lì che ho iniziato ad interrogarmi sul mio desiderio e ad accorgermi di quanto profondamente ambivalente fosse. Ed è lì anche che ho iniziato a sentire il bisogno di confrontarmi con altre donne e di scoprire come stavano vivendo questa fase così complessa ma anche così potenzialmente vitale.

Le donne intervistate come le hai scovate? E come scegli e selezioni le storie da raccontare?

La ricerca è avvenuta a cerchi concentrici. Sono partita dalle amiche, che sono state fondamentali e poi le amiche delle amiche e così via, fino a che la voce si è sparsa e non ero più io ad andarle a cercare queste donne ma erano loro a trovare me. Questo mi ha dato la misura di quanto fosse forte il bisogno di uscire allo scoperto e di condividere la propria esperienza.

Determinante è stato anche il web e la pagina Facebook del progetto su cui fin dall’inizio ho pubblicato piccoli estratti delle interviste che facevo. Vedere le altre credo abbia spinto molte a farsi vive e abbia creato un rapporto di fiducia tra me e loro. Ho cercato punti di vista diversi sulla questione.

Non ho una tesi da dimostrare e ovviamente nessun pregiudizio riguardo al modo in cui ognuna decide di affrontare questa fase. Modi molto diversi, donne molto diverse. Quello che mi interessa è ciò che da questa fase ho potuto vedere che si genera: pensieri nuovi, la capacità di immaginare se stesse e la propria vita da un’altra prospettiva, la capacità di mettersi a fuoco, sempre di più, fino magari ad individuarsi e a riconoscersi diverse.

Hai un’ultima domanda che vorresti farti e che non ti ho fatto?

Direi che di domande con questo documentario me ne sono fatte abbastanza. Ora qualche risposta non sarebbe male!

STATO INTERESSANTE – doc- PROMO- 2014 from Alessandra Bruno on Vimeo.

 

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