Betty&Books

immaginari contemporanei da un’ottica di genere

Apple tabù: masturbazione femminile

Apple ha respinto la proposta di pubblicazione sul proprio App Store di HappyPlayTime, gioco che ha lo scopo di insegnare alle donne come masturbarsi.  Tina Gong, designer del progetto, non si è data per vinta, sul sito della app trovate il suo botta e risposta con la Apple.

Non posso che schierarmi dalla parte di Tina Gong e unirmi alla sua protesta, perchè questa app e in generale ogni media che informa, comunica, educa alla sessualità non può che fare del bene.

Gestire un sexshop (nel mio caso Betty&Books) e avere a che fare tutti i giorni con donne di ogni età che acquistano sex toys, o semplicemente si informano su usi e costumi, mi rende partecipe delle (in) sicurezze e dei dubbi sulla sessualità e il piacere femminile: ci sono donne sicure del loro corpo, consapevoli delle tecniche per raggiungere l’orgasmo, che acquistano a colpo sicuro, oppure ci sono donne che vogliono un sex toy per scovare nuove zone erogene, in tutti i casi, da sole o in compagnia, l’obiettivo è la ricerca del piacere, o il voler sperimentare la dinamica del gioco nella dimensione di coppia etero o non.

Spesso nella scelta del giusto toy, torna e ritorna la famosa questione della clitoride, della vibrazione diretta tramite l’uso di uno stimolatore clitorideo, o la stimolazione indiretta, più soft, tramite un massaggiatore (che a noi piace chiamare “d’appoggio” tipo questo qui). L’altra questione che torna e ritorna è la “giusta dimensione, e forma” del vibratore.

Per ogni dubbio la risposta è sempre la stessa:

Come per l’abbigliamento su cui abbiamo capito che non è il corpo a essere sbagliato, ma il vestito, anche per i sex toys la formula è la stessa, per ottenere dei buoni risultati va scelto quello giusto e per scegliere quello giusto, che sia un vestito o un vibratore, bisogna conoscere il proprio corpo. Conoscere il corpo significa toccarsi, la masturbazione è un mapping primordiale, le dita memorizzano il percorso, il battito cardiaco fa da guida.

happy-playtime

 

Tutto questo “toccarsi” è facile a dirsi, ma non sempre facile a farsi: la masturbazione femminile, inizia già in tenera età, ma per mille motivi culturali e bla bla,  è ancora un tabù, certo anche la masturbazione maschile crea pruriti, ma è socialmente accettata a differenza di quella femminile.

L’upgrade sulla masturbazione femminile è stato fatto nel XXI secolo, con decenni di ritardo rispetto alla masturbazione maschile che al contrario ha sempre goduto di gadget e una vasta filmografia. Pensateci, il vibratore per donne è stato inventato a fine ottocento, ma  in Italia il primo sexshop fatto da donne e rivolto alle donne è stato aperto nel 2006, e di “pornografia ragionata attenta al piacere delle donne” se ne sta producendo solo da una manciata di anni, citiamo per esempio Candida Royale, la porno attivista Annie Spinkle, la regista Erika LustLars Von Triers con la casa di produzione Puzzy Power – in realtà sulla pornografia ci sarebbe da scriverne a lungo, a partire da quella psichedelica, ultragender degli anni ’60, ma non mi voglio perdere, torniamo a noi, alla masturbazione.

A tutto questo “non toccarsi” aggiungiamoci l’ignoranza “scolastica”, vuoi per disinteresse nelle materie scientifiche, vuoi per la vergogna: l’organo riproduttivo, maschile e femminile, rimane una pagina scarabocchiata sui libri di scuola.

Affermare che ancora oggi la masturbazione femminile sia una tabù non è ideologia, ma un dato concreto, molte donne (non ragazzine adolescenti) quando acquistano un sex toys o una coppetta mestruale, mi fanno domande che riguardano l’anatomia, il ciclo riproduttivo ecc. domande a cui si potrebbe dare risposta semplicemente toccandosi (e leggendo un libro di anatomia/biologia), ed è in queste occasioni che mi rendo conto dell’importanza di un progetto come Betty&Books che da 6 anni organizza workshop sull’uso dei sex toys e che grazie allo shop offre un’interfaccia semplice, immediato, per “confrontarsi” e parlare di corpo e sessualità.

La app HappyPlayTime ha la stessa funzione pop educativa di Betty&Books, speriamo quindi di poterla scaricare presto sui dispositivi iOS o Android, c’è ancora tanto da mappare e imparare!!