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immaginari contemporanei da un’ottica di genere

Si fa presto a dire porno (femminista)

Negli ultimi anni la pornografia è entrata a pieno diritto (non senza spargimento di sangue, oltre che di altri liquidi) nel discorso culturale mainstream.

Mentre vengono ormai sdoganate figure storiche legate all’industria del porno (con Rocco Siffredi che diventa un personaggio nazionalpopolare da prima serata televisiva e la storia del porno in Italia che viene celebrata come battaglia libertaria dal documentario Porn to be free regia di Carmine Amoroso), a livello accademico si sono ormai affermati i Porn Studies: ambito di ricerca che analizza la pornografia nella sua multidimensionalitá di prodotto culturale.

Quarant’anni dopo il boom di Gola profonda la pornografia è ormai un fenomeno non solo massivo, ma altamente pervasivo, la cui potenza invade costantemente altri settori della vita culturale: se un tempo erano i film porno a presentarsi come parodie della realtà e delle sue rappresentazioni più o meno artistiche, ora spesso sembra che sia la realtà a scimmiottare temi e stilemi del porno. E se da una parte l’accesso ad un immenso quantitativo di materiale audio-visuale pornografico è gratuito, attraverso portali Internet specializzati, dall’altra esistono pubblicazioni dedicate all’argomento che stanno ormai meglio in biblioteca che nell’armadietto del bagno.

Il porno si studia e si analizza, perché racconta l’evoluzione della nostra società, ma non è solo dalle università che si propaga l’idea che nel porno sia implicito un discorso politico: è una tesi che sostengono anche i movimenti femministi e LGBTQI più avanzati. Eppure a livello giornalistico ancora non c’è molta consapevolezza rispetto alla questione: di porno si parla senza informarsi, con candore incolpevole o con la boria di chi pensa che siccome ha passato qualche pomeriggio su YouPorn può parlarne senza dire banalità, cose scorrette o direttamente scempiaggini.

Questo piccolo glossario nasce proprio dall’esigenza di fare chiarezza su certe definizioni che vengono spesso usate in maniera impropria o mischiate variamente tra loro, per ignoranza o peggio malafede.

Una costante dei discorsi denigratori nei confronti del porno femminista è proprio la metonimia che lo riduce al porno per donne, quando l’universo di riferimento della produzione audio-visuale maturbatoria per la liberazione delle donne (che inevitabilmente lo è anche per gli uomini e per tutto quello che c’è in mezzo e oltre) è in realtà molto più vasto e articolato.

Porno femminista

Si definisce PORNO FEMMINISTA la pornografia che parte da un presupposto di antisessismo e lavora a una rappresentazione della sessualitá che non sia degradante per le donne, in un’ottica di paritá e rispetto tra i generi. Questo non vuol dire che le rappresentazioni pornografiche che si definiscono femministe siano tutte vanilla (ovvero basate su un concetto di sessualità dolce e per cosí dire inoffensivo) e nemmeno che l’obbiettivo sia la riduzione ad oggetto sessuale del maschio. Se rispetto al porno femminista avete questo tipo di aspettative o preconcetti, forse é ora di dare una ripassata almeno alla definizione di Femminismo di Wikipedia. Il porno femminista è una macrocategoria, che spesso ingloba alcune delle nomenclature che seguono e un buon riferimento per trovare materiali è la web dei Feminist Porn Awards

Porno etico

Parliamo di PORNO ETICO quando un’impresa che produce pornografia garantisce ai suoi e alle sue dipendenti i diritti che gli corrispondono. Considerato il fatto che l’industria del porno viene spesso accusata di maltrattare, forzare, ingannare, ledere la dignità delle persone coinvolte, alcuni Studios si sono posti il problema di ribadire con forza che chi lavora per loro viene pagato regolarmente, rispettato sul set e fuori, lasciato libero di scegliere quali pratiche rappresentare o no.

Porno al femminile

La definizione PORNO PER DONNE (o FEMMINILE) si riferisce a una declinazione del prodotto pornografico che in Europa ha portato avanti negli ultimi anni soprattutto la regista Erika Lust. Il porno pensato e realizzato per le donne si basa su un’idea di femminilitá abbastanza tradizionale e contrapposta a quella (un po’ impropriamente) definita come maschile del porno classicamente inteso. Viene chiamato anche porno per coppie o romance porn (interessante anche la proposta – sulla stessa linea – di Make love not porn, che diffonde materiali amateur)

Erika Lust

Erika Lust

Porno queer

Il PORNO QUEER lavora alla decostruzione dei binarismi su cui si fonda l’eteronorma, rappresentando corpi e pratiche che sono invisibilizzati nel discorso dominante o ridotti a fenomeni freak. Un esempio luminoso di porno queer è rappresentato dalla Pink and White, casa di produzione californiana che ha un approccio veramente intersezionale alla questione porno (consigliatissimo il saggio scritto da Shine Louise Houston, la regista a capo di tutta l’operazione, per il libro Porn After Porn, in cui spiega tutti i meccanismi di sostenibilità del loro modo di produrre).

Porno attivismo

Si definisce PORNOATTIVISMO l’uso politico della pornografia per scopi legati a cause umanitarie, ambientaliste, animaliste. Si può parlare di pornoattivismo sia per definire le operazioni non commerciali – come manifestazioni o performance virtuali o di piazza – sia per quelle che invece raccolgono fondi per cause benefiche (tipo gli storici Fuck for forest)

Se ci sono altre definizioni che non vi sono chiare – o se queste non lo sono abbastanza – è aperto lo spazio dei commenti.

p.s

cover photo of Annie Sprinkle By Julian Cash